Mauro Salucci è nato a Genova. Laureato in Filosofia, sposato e padre di due figli. Apprezzato cultore di storia, collabora con diverse riviste e periodici . Inoltre è anche apprezzato conferenziere. Ha partecipato a diverse trasmissioni televisive di carattere storico. Annovera la pubblicazione di “Taccuino su Genova” (2016) e“Madre di Dio”(2017) e “Forti pulsioni” (2018) dedicato a Niccolò Paganini. ULtimo arrivato il libro dedicato ad un sestiere genovese importante come quello di ” Portoria e Molo”. Mauro Salucci lo potete anche leggere su SALUCCI SUL WEB.
Nell’antica Repubblica Marinara di Noli avevano sede dieci delle quindici aziende che preparavano un pesce particolarissimo, il cicciarello. Conosciuto nel latino gymnammodites cicerellus ma detto anche lusso o lussotto, è un affusolato pesce d’argento lungo circa dieci centimetri e privo di squame che vive sotto la sabbia dei fondali in branchi numerosi. Insomma: i cicciarelli di Noli.
Viene a galla normalmente in pieno sole guizzando sull’acqua in modo imprevedibile. Una volta pescato si consuma friggendolo, sott’olio oppure sott’aceto. Il metodo antichissimo di preparazione prevedeva un lavaggio direttamente sulla spiaggia per liberarlo dalle alghe e dalla sabbia, una successiva essicazione con aria calda, una frittura in olio caldo senza farina e poi la confezione sotto aceto, sale e acqua. Le donne del paese di Noli dette le pescelle ogni giorno partivano a piedi o in treno con le loro ceste verso l’entroterra, dove questo pesce era molto apprezzato. La pesca avviene con due barche. Una si posiziona sul branco e lo controlla dall’oblò detto “spegiu”, l’altra imbarcazione, su indicazione della prima fa un movimento a ferro di cavallo e imprigiona il branco con il “burzin”, una rete a maglie strette senza piombi né catene. Insomma: i cicciarelli di Noli.
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Mauro Salucci
Viene a galla normalmente in pieno sole guizzando sull’acqua in modo imprevedibile. Una volta pescato si consuma friggendolo, sott’olio oppure sott’aceto. Il metodo antichissimo di preparazione prevedeva un lavaggio direttamente sulla spiaggia per liberarlo dalle alghe e dalla sabbia, una successiva essicazione con aria calda, una frittura in olio caldo senza farina e poi la confezione sotto aceto, sale e acqua. Le donne del paese di Noli dette le pescelle ogni giorno partivano a piedi o in treno con le loro ceste verso l’entroterra, dove questo pesce era molto apprezzato. La pesca avviene con due barche. Una si posiziona sul branco e lo controlla dall’oblò detto “spegiu”, l’altra imbarcazione, su indicazione della prima fa un movimento a ferro di cavallo e imprigiona il branco con il “burzin”, una rete a maglie strette senza piombi né catene. Insomma: i cicciarelli di Noli.









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