cibo & horrorIntorno al 1700 in località “Pian di Reste” ai confini dei comuni di Mignanego, Campomorone e Fiaccone (Fraconalto) vi era un piccolo abitato.
Tra le poche case un’osteria che oltre a sfamare e rifocillare i viandanti dava anche a chi vi arrivava con il buio da dormire.
Purtroppo però accadeva che per alcuni di loro quella notte fosse la loro ultima notte.
Di loro più nessuna traccia, la scomparsa era alquanto misteriosa e destinata a rimanere tale a lungo.
Con il tempo in molti iniziarono a sospettare delle strane abitudini del ristoratore e della sua gestione.
Ma se per i locali la miglior difesa fosse starne alla larga così non accadeva per i poveri ignari viandanti.
Accadde pero che un giorno di lì passò un frate e che decise di ivi pranzare.
Al religioso venne servito un arrosto, ma essendo un ottimo gastronomo e un abile intenditore riconobbe subito che si trattava di carne umana!
Messo alle strette il locandiere confessò quella sua macabra attività che esercitava impunemente da molto tempo.
Ebbene, in seguito si scoprì che una delle stanze era dotata di un marchingegno tipo tagliola, posizionato sopra al letto e pronto a decapitare il mal capitato.
Tagliata la testa il resto del corpo veniva macellato, salato e preparato per essere servito ai commensali occasionali.
Il frate fece arrestare l’individuo, benedire il luogo e le salme più recenti rinvenute.

 

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