A Milano la pasticceria genovese detta legge. I milanesi hanno fatto un mito del cannoncino di Panarello, che è il dolce preferito a colazione, a merenda, a tavola. Citato in molte riviste specializzate, il cannoncino di Panarello era prediletto anche da Enzo Biagi. Tutte le mattine, per anni, entrava da Panarello, in corso di Porta Romana, vicino alla sua casa di via Vigoni e comprava un vassoio di cannoli alla crema, poi andava in Rai, in corso Sempione. I dolci erano per la sua redazione, tecnici e giornalisti delle mitiche 846 puntate del “Fatto”. Allora il laboratorio milanese sfornava in media 30.000 cannoncini alla settimana. Una procedura lunga e complessa su una sfoglia composta di acqua, farina, burro creando strati sottilissimi, che sovrapposti assicurano la friabilità del prodotto. Gli strati di sfoglia avvolgono le cannucce, che vengono messe in frigo una notte intera. Al mattino vengono spennellate con acqua e rotolate nello zucchero, poi infornate. Il segreto della crema pasticcera utilizzata nella farcitura è nella ricchezza del composto, che prevede ben venticinque rossi d’uovo ogni litro di latte. Dopo la farcitura interna i cannoncini vengono sigillati all’estremità con briciole di Torta Panarello e poi tuffati nello zucchero a velo, per la gioia di grandi e piccini.
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