Fino al XVIII secolo, l’unico tipo di zucchero conosciuto fu quello di canna.  Non si parlava, ancora, dell’utilizzo della barbabietola da zucchero . Pensiamo a chi poteva all’epoca contendere ai Veneziani il commercio dello zucchero di canna se non i genovesi.

Inizialmente, la canna era coltivata fino alle Crociate in Palestina. Successivamente venne coltivata  a Cipro, infine , con la scoperta dell’America, i genovesi divennero monopolisti dello zucchero, creando piantagioni esclusive a Madera, nelle Canarie, in Brasile ed altrove. Come sempre era avvenuto, Genova ebbe come referenti di mercato i portoghesi, gente molto simile per affidabilita’ e vocazione al commercio basato sulla “stretta di mano” . Questo sodalizio andò’ avanti addirittura fino alla seconda meta’ del XVIII secolo. A quell’epoca  un chimico tedesco, tale Markgraff, isolo’ i cristalli della barbabietola . Per i genovesi fu una manna dal cielo perchè divennero i referenti di tenute del Veneto, dove si inizio’ a coltivare la barbabietola da zucchero.

Mauro Salucci è nato a Genova. Laureato in Filosofia, sposato e padre di due figli. Apprezzato  cultore di storia,  collabora con diverse riviste e periodici . Inoltre è anche apprezzato conferenziere. Ha partecipato a diverse trasmissioni televisive di carattere storico. Annovera la pubblicazione di  “Taccuino su Genova” (2016) e“Madre di Dio”(2017) e   "Forti pulsioni" (2018) dedicato a Niccolò Paganini. Ultimo arrivato  il libro dedicato ad un sestiere genovese importante come quello di " Portoria e Molo". Mauro Salucci lo potete anche leggere Salucci di web

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