Un tempo, forse, si poteva scrivere qualcosa di ancora sconosciuto sul Corochinato: l’Asinello, tanto per essere chiari. Oggi questo vino bianco aromatizzato con una miscela di spezie ed erbe tra cui assenzio, genziana, timo, cannella, origano, cardo, è diventato un cult in tema di bevute. All’ombra della Lanterna, diventa problematico raccontare qualcosa di inedito. Allora che si fa? Si parte in direzione della storica enoteca Vini Allara, in via Fusinato nel cuore di Genova Pra’, dove Mauro Allara produce e commercializza questo marchio che porta l’asinello sull’etichetta fin dal 1886. Ma la vera scoperta, appena varcata la soglia, è la forza dirompente di Tiziana Allara, sorella di Mauro e autentica vestale dell’ Asinello Corochinato. Che a raccontare la sua storia, dell’Asinello, occorre dire che trae il suo nome dalla zona genovese di Coronata e alla china che ne è ingrediente caratterizzante. E qui inizia il gioco: parlare dell’Asinello senza dover ricordare che può essere consumato fresco con una scorza di agrume e pezzetti di focaccia genovese come viene servito alla Bottigliera Marchesa in via Cannetto il Lungo, in pieno centro storico genovese e autentica cattedrale laica del rito. Eravamo partiti per raccontare un sapore, ci troviamo di fronte ad un’autentica memoria. E così, sotto la paziente, appassionata e abile guida di Tiziana, compaiono autentici reperti che raccontano in immagini e ricordi la storia dell’Asinello. Una testimonianza molto chiara di come la famiglia Allara sia, per fortuna di tutti, responsabile di una tradizione che rischiava di scomparire con il tempo.
Che dire della riproduzione dell’acquerello di Aurelio Craffonara risalente a fine Ottocento. E’ il Coronata Chinato, autentica testimonianza delle radici scavate nella pietra dell’Asinello. Ma la collezione iconografica, che presso l’enoteca Allara custodiscono con geloso amore, è anche una tradizione che si rinnova. Ecco tre edizioni in bottiglia poste una a fianco all’altra in un ideale percorso di identico gusto ma di forme e colori differenti. Colori differenti anche nella pigmentazione del prodotto reso bruno dall’invecchiamento.
Ma non è certo finita qui perché Tiziana Allara cava fuori dal cilindro dei ricordi delle autentiche chicche come un prezioso calendarietto che vi mostriamo in anteprima, ancora prima del restauro. E poi si arriva a tempi più moderni con il manifesto del complesso musicale Ex Otago che hanno dedicato al Corochinato proprio un album di grandissimo successo. Ma lasciamo che siano ancora i ricordi e le icone a raccontare l’Asinello. E allora ecco la botticella, antica, che contenne il prodotto. Ma anche uno specchio d’epoca con tanto di scritta “Corochinato aperitivo di lusso”. E poi ancora il design e l’arte moderna nelle sembianze di una giovane artista milanese che ha voluto celebrare in modo molto emblematico le fortune della bevanda di casa nostra. E ancora manifesti, decori e rappresentazioni che non si stancano mai di mettere in primo piano il Corochinato al cospetto delle bellezze della Liguria. Volevate sapere se l’Asinello è buono? Neppure da chiedere: solo da gustare.
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Un tempo, forse, si poteva scrivere qualcosa di ancora sconosciuto sul Corochinato: l’Asinello, tanto per essere chiari. Oggi questo vino bianco aromatizzato con una miscela di spezie ed erbe tra cui assenzio, genziana, timo, cannella, origano, cardo, è diventato un cult in tema di bevute. All’ombra della Lanterna, diventa problematico raccontare qualcosa di inedito. Allora che si fa? Si parte in direzione della storica enoteca Vini Allara, in via Fusinato nel cuore di Genova Pra’, dove Mauro Allara produce e commercializza questo marchio che porta l’asinello sull’etichetta fin dal 1886. Ma la vera scoperta, appena varcata la soglia, è la forza dirompente di Tiziana Allara, sorella di Mauro e autentica vestale dell’ Asinello Corochinato. Che a raccontare la sua storia, dell’Asinello, occorre dire che trae il suo nome dalla zona genovese di Coronata e alla china che ne è ingrediente caratterizzante. E qui inizia il gioco: parlare dell’Asinello senza dover ricordare che può essere consumato fresco con una scorza di agrume e pezzetti di focaccia genovese come viene servito alla Bottigliera Marchesa in via Cannetto il Lungo, in pieno centro storico genovese e autentica cattedrale laica del rito. Eravamo partiti per raccontare un sapore, ci troviamo di fronte ad un’autentica memoria. E così, sotto la paziente, appassionata e abile guida di Tiziana, compaiono autentici reperti che raccontano in immagini e ricordi la storia dell’Asinello. Una testimonianza molto chiara di come la famiglia Allara sia, per fortuna di tutti, responsabile di una tradizione che rischiava di scomparire con il tempo.






Ma non è certo finita qui perché Tiziana Allara cava fuori dal cilindro dei ricordi delle autentiche chicche come un prezioso calendarietto che vi mostriamo in anteprima, ancora prima del restauro. E poi si arriva a tempi più moderni con il manifesto del complesso musicale Ex Otago che hanno dedicato al Corochinato proprio un album di grandissimo successo. Ma lasciamo che siano ancora i ricordi e le icone a raccontare l’Asinello. E allora ecco la botticella, antica, che contenne il prodotto. Ma anche uno specchio d’epoca con tanto di scritta “Corochinato aperitivo di lusso”. E poi ancora il design e l’arte moderna nelle sembianze di una giovane artista milanese che ha voluto celebrare in modo molto emblematico le fortune della bevanda di casa nostra. E ancora manifesti, decori e rappresentazioni che non si stancano mai di mettere in primo piano il Corochinato al cospetto delle bellezze della Liguria. Volevate sapere se l’Asinello è buono? Neppure da chiedere: solo da gustare.






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