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Anciôa il coltello genovese: ce lo racconta Alberto Podestà

Anciôa In principio c’era il famigerato “Coltello Genovese”.  Aspro, aggressivo, rude, tanto da essere spesso oggetto di efferati crimini delittuosi e di conseguenza di inevitabili anatemi e repressioni all’uso da parte degli Organi Supremi della Serenissima Repubblica Genovese.
Anciôa, sarà per il nome che porta, sarà per la sua forma e anche per il suo modo di presentarsi (packaging) rispetto al suo “malfamato” antenato è qualcosa di più divertente.
Anciôa Potremmo avvicinarlo più a un coltellino multiuso svizzero, viste le sue peculiarità.
A “inventarselo” ma soprattutto a realizzarlo, rigorosamente a mano, è Massimo Allegretti che a proposito della sua creatura la descrive così:
Questo semplice coltello nasce povero, ma bello. Dell’acciuga ha la sembianza, di Liguria è la sostanza. Duro il manico d’ulivo, non si muove, ma par vivo. Taglia pere e la focaccia per le braci anche la ciccia, ma Anciôa per far bene la rima pure pane, cacio e cima. Marinaio o terrazzano sempre in tasca o nella mano. Lui di Genova è bandiera lo san tutti anche in Riviera! Ti accompagna in mille imprese il Coltello Genovese!

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