Aidano Schmuckher. Il suo nome, decisamente d’impronta mitteleuropea, potrebbe sembrare tutto meno che appartenere a uno dei più grandi storici e studiosi di cultura ligure e genovese.
Se posso permettermi una nota di colore direi piuttosto un cittadino della “Svizzera ligure” cara a Lello Putignani (alias Maurizio Crozza) nelle divertenti gag di Mai dire gol.
Dico questo con un po’ di leggerezza perché, pur non avendolo conosciuto personalmente, sono certo che Aidano Schmucker si sarebbe divertito dell’accostamento.
Non c’è stata attività umana che Schmuckher non abbia studiato, approfondito e soprattutto tramandato, con sapienza e divertimento.
I suoi studi furono caratterizzati da una visione globale che spaziò dalle parlate locali alle fasi della vita umana dall’infanzia con i giochi e la scuola, al teatro e al cinema, alle attività produttive del mondo contadino, artigianale e produttivo fino alla vecchiaia e alla morte.
Si dedicò con passione anche all’infanzia e all’età scolastica insegnando e producendo un vocabolario in genovese dedicato proprio ai più giovani.
E a proposito di giovani come non notare nel suo ritratto in bianco e nero una vaga somiglianza con Walt Disney?
Un capitolo a parte merita la sua cura nell’affrontare l’enogastronomia, tanto da essere un precursore dell’indiscusso successo del nostro prezioso condimento, fondando nel 1978 l’Accademia del Pesto.
A proposito il prossimo anno sarà il 30° anniversario della sua scomparsa, chissà se a Genova qualcuno si ricorderà di lui.
Buona Cucina
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