Mauro Salucci è nato a Genova. Laureato in Filosofia, sposato e padre di due figli. Apprezzato cultore di storia, collabora con diverse riviste e periodici . Inoltre è anche apprezzato conferenziere. Ha partecipato a diverse trasmissioni televisive di carattere storico. Annovera la pubblicazione di “Taccuino su Genova” (2016) e“Madre di Dio”(2017) . Ultimo è arrivato “Forti pulsioni” (2018) dedicato a Niccolò Paganini. SALUCCI SUL WEB
La storia degli agrumi a Genova. Fino a tutto il diciottesimo secolo, la Liguria e Genova in particolare fu disseminata di agrumeti di tutti i tipi. Praticamente, ciò le valse l’appellativo di “pays où fleurit l’oranger”. Da Sampierdarena a Nervi immense erano le distese e le coltivazioni di questo tipo, la cui fornitura era addirittura contesa da Scandinavi, Tedeschi, Francesi del Nord ed Inglesi. Infine, i genovesi, grandi mercanti e viaggiatori marittimi, avevano imparato dagli arabi i sistemi di conservazione dell’agrume.Inoltre, non casualmente arancio deriva dall’arabo “narranca”. Questi frutti acerbi venivano cotti con della melassa e poi stipati con spezie , zuccheri ed il loro succo in dei barili. Succhi che erano preziosissimi per la navigazione e la vita di bordo in generale, essendo l’unico efficace antidoto conosciuto contro lo scorbuto.
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Mauro Salucci è nato a Genova. Laureato in Filosofia, sposato e padre di due figli. Apprezzato cultore di storia, collabora con diverse riviste e periodici . Inoltre è anche apprezzato conferenziere. Ha partecipato a diverse trasmissioni televisive di carattere storico. Annovera la pubblicazione di “Taccuino su Genova” (2016) e“Madre di Dio”(2017) . Ultimo è arrivato “Forti pulsioni” (2018) dedicato a Niccolò Paganini.
La storia degli agrumi a Genova. Fino a tutto il diciottesimo secolo, la Liguria e Genova in particolare fu disseminata di agrumeti di tutti i tipi. Praticamente, ciò le valse l’appellativo di “pays où fleurit l’oranger”. Da Sampierdarena a Nervi immense erano le distese e le coltivazioni di questo tipo, la cui fornitura era addirittura contesa da Scandinavi, Tedeschi, Francesi del Nord ed Inglesi. Infine, i genovesi, grandi mercanti e viaggiatori marittimi, avevano imparato dagli arabi i sistemi di conservazione dell’agrume.Inoltre, non casualmente arancio deriva dall’arabo “narranca”. Questi frutti acerbi venivano cotti con della melassa e poi stipati con spezie , zuccheri ed il loro succo in dei barili. Succhi che erano preziosissimi per la navigazione e la vita di bordo in generale, essendo l’unico efficace antidoto conosciuto contro lo scorbuto.








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