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Un taaac per ogni cosa dice Alberto Podestà

UN TAAAC PER OGNI COSA.

Un taaac Nei primi anni ’80 esplode la moda- mania del “Piccolo Bello”, dettata dalla contraddizione del voler crescere, ma con i segni degli inevitabili strascichi della crisi economica del decennio passato.
Condizionamenti legati ai risparmi energetici agli spazi sempre più ridotti, a sistemi di vita più sbrigativi e alla conseguente necessità di razionalizzare funzioni e tempi.
Concetti ben rappresentati nel film del 1984 “Ragazzo di Campagna” con Renato Pozzetto alle prese con la scena iconica del suo approccio con un “lussuoso” monolocale (molto mono) nella city meneghina.
Un taaacDa quel momento i mini appartamenti, mono bi o trilocali che siano avranno una grande diffusione non solo nelle seconde case di villeggiatura ma anche nei cuori delle grandi città.
Anche il numero sempre più ridotto dei componenti delle famiglie condizionerà queste metamorfosi nelle nostre case.
Questo pensiero oggi continua a essere di traino per il mercato dell’arredamento tanto da essere presente anche in contesti dove lo spazio e il budget non lo richiederebbero.
Un taaacA ogni centimetro quadrato dei mobili è chiesto di dare il massimo e di rendersi utili.
Così ecco che per ogni situazione c’è il suo “Taaac”.

(Nelle foto alcuni esempi e il programma “BoxLife” di Scavolini)

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