A Torriglia, patria dei canestrelli è stata creata una tipica torta, composta da pasta frolla e impasto di mandorle, che porta il nome di Bella di Torriglia. A base di mandorle, zucchero, burro, farina e uova, ricoperta di mandorle tritate e cosparsa da un leggero strato di zucchero a velo.
A bella de Torriggia: tutti a vêuan e nisciûn s’a piggia. Ma da cosa nasce questa enigmatica filastrocca che i nostri avi usavano per indicare a volte qualcuna o qualcosa che tutti desiderano ma nessuno faceva sua? La prima fu forse Clementina di Torriglia, bellissima donna, amante del conte di Lavagna Sinibaldo Fieschi, un uomo potentissimo e temuto nella zona. Tanto temibile da spingere tutti i corteggiatori ad evitare Clementina allo scopo di non subire ritorsioni dal nobile. La donna gli rimase fedele anche quando i Fieschi vennero posti in esilio. Un’altra pretendente a questo titolo fu Rosa Garaventa (nata a Torriglia e morta nel 1868). Un suo ritratto venne pubblicato sul periodico umoristico-letterario Farfalla. Teneva fra le mani un mazzolino di fiori e la dedica diceva: “Regina di Torriglia accende i cuor / si chiama Rosa e un fior essa è tra i fior”. In questo modo, nel corso dei decenni, furono diverse le avvenenti donne che a Torriglia rimasero tutta la vita senza un galante ufficiale, per un motivo o per l’altro.
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