Interrogarsi non solo su ciò che può rappresentare un menù ma anche “gustare” un ristorante in tutte le sue declinazioni, a partire da quelle umane. E’ questa considerazione che ha portato l’Accademia della Cucina Italiana a scegliere un ristorante come “Teresa dal 1968” a Pegli. Nel corso di una riuscitissima serata, il Delegato, l’avvocato Manuel Macrì, ha proprio teso a sottolineare questo valore di conosenza nel corso dell’introduzione alla Conviviale di marzo dell’Accademia. E’ stato anche un momento per fare il punto sull’ottimo lavoro fin qui svolto dall’Accademia. Attività che ha portato all’ ingresso di molti giovani accademici che hanno fornito nuovi linfa seppur ne solco della tradizione.
Il menu proposto dalla chef Tina Cosenza nel corso della serata è stato da applausi. Nell’ordine un servizio impeccabile ha proposto gli stuzzichini con calice di bollicine (bijoux pane, burro e alici un classico consolidato e un mini toast di cozze che è stato molto apprezzato.
A seguire uno sgombro marinato alle spezie con misticanza. Nonchè una vellutata di topinambur e murici che chef Tina ha orgogliasamente rivendicato come scelta, in qualche caso , divisiva ma apprezzata e vincente. Il risotto mantecato al burro acido con briciole di pane alle alici è una “briciola” del sapere gastronomica della padrona di casa. A chiudere una finissima gallinella nel suo fumetto con crostini di pane all’aglio nero . Dulcis in fundo la composta di fichi speziati con gelato al fior di panna e oakiba.
Quello che è emerso, al termine della cena e nel corso della chiacchierata pubblica con chef Tina, è il valore della discontinuità. Quello tra il primo periodo di Teresa, trattoria a conduzione famigliare, al secondo periodo, quello dell’alta cucina, ma sempre a conduzione in famiglia. Ed è proprio questa la forza evidenziata nel corso della serata: la presenza in sala della solare Mariella e dell’inappuntabile Tonino in un contesto informale ed elegante senza soluzioni di continuità. Applauso per la signora Teresa, portata alla ribalta della sala da una sempre attenta Laura Gambardella che ha permesso di omaggiare con una standing ovation il concetto di famiglia che è alla base di “Teresa dal 1968”.
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