giovedì, Ottobre 17, 2019
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OTTAVIA PICCOLO A LA BOTTE DI SAMPIERDARENA

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Non è certo una novità che gli artisti impegnati al Teatro dell’Archivolto di Piazza Modena, trovino ristoro presso il vicino ristorante “La Botte”. Qui l’intraprendente Andrea Sala propone anche dei menù per il dopo teatro. Ambra Angioini, Neri Marcorè, Claudio Bisio e Marco Travaglio, sono solo alcuni dei tanti nomi.  Appena scesi dalle tavole dell’antico Modena, hanno fatto una capatina ristoratrice nel vicino ristorantino. In questo caso, è stata la volta di Ottavia Piccolo. Non  è potuto mancare lo scatto con la bravissima chef Cristina Maini. Inutile dire che la foto è giù sul social dove sta riscuotendo un mare di convintissimi “Mi piace”.

 

Ottavia Piccolo

 

Ottavia Piccolo è a Genova, al Teatro Archivolto, dove mette in scena, nell’unica data genovese del 4 novembre, “Una donna non rieducabile . E’  la storia della giornalista Anna Politkovskaja. Uno spettacolo davvero intenso che così viene descritto sul sito dello stesso Teatro  Archivolto

Ottavia Piccolo

Dopo il crollo del Regime sovietico, la Russia sembrava avviata verso una nuova democrazia. L’assassinio di Anna Politkovskaja ha allungato un’ombra terribile su questa illusione. Lo spettacolo a lei dedicato ci restituisce, nella forma più diretta, più anti-retorica possibile, il senso della scelta di verità, compiuta da una giornalista. Anna che volle andare a vedere dentro gli eventi. Tutto  per restituircene, con sguardo limpido e coraggioso, personaggi e vicende.
Stefano Massini, consulente artistico del Piccolo Teatro e drammaturgo tra i più significativi in Europa, ha scritto il testo basandosi su brani autobiografici e articoli di Anna Politkovskaja. Il risultato è un album di immagini di feroce immediatezza. Una carrellata in presa diretta di esperienze, atmosfere, a volte solo stati d’animo. Insomma, tanti quadri diversi in cui il pubblico viene scaraventato. Non uno spettacolo su Anna Politkovskaja, bensì un viaggio nei suoi occhi. Una visione in soggettiva degli abissi russo ceceni.
Accompagnata dall’arpa di Floraleda Sacchi – che di volta in volta suggerisce l’eco della guerra, lo spappolarsi dell’inno sovietico, un momento di pace. Ottavia Piccolo dà voce allo smarrimento, all’orrore, alla dignità e anche all’ironia di questa donna. Donna indifesa e tenace, ricreando la condizione di solitudine che mano a mano la circondò, fino a soffocarla. Fino alla tragedia.

 


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