Anno 1936. Genova. Mercato di Corso Sardegna, mercato ortofrutticolo. La seconda Guerra è ancora lontana. Si respira un’aria tutto sommato tranquilla, anche se la città è disseminata di gente vestita di nero con teschi sul berretto. I “besagnini”, che cercano di farsi gli affari loro, giunti al cantar del gallo in mattinata con i loro carretti dal quartiere di San Gottardo e dintorni, espongono la loro mercanzia di frutta e verdura coltivata proprio sul greto del Bisagno. Il garzone di bottega addenta annoiato una mela, probabilmente preso dal sonno per la levataccia mattutina e pensando al ritorno verso Molassana…a piedi dal Mercato di Corso Sardegna.
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Anno 1936. Genova. Mercato di Corso Sardegna, mercato ortofrutticolo. La seconda Guerra è ancora lontana. Si respira un’aria tutto sommato tranquilla, anche se la città è disseminata di gente vestita di nero con teschi sul berretto. I “besagnini”, che cercano di farsi gli affari loro, giunti al cantar del gallo in mattinata con i loro carretti dal quartiere di San Gottardo e dintorni, espongono la loro mercanzia di frutta e verdura coltivata proprio sul greto del Bisagno. Il garzone di bottega addenta annoiato una mela, probabilmente preso dal sonno per la levataccia mattutina e pensando al ritorno verso Molassana…a piedi dal Mercato di Corso Sardegna.






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