Fino agli anni Cinquanta ma anche successivamente non era infrequente vedere nella città di Genova donne con banchetti di banane in vendita. Questo creò la figura della venditrice di banane.
Spesso di provenienza africana, ma spesso banane delle Canarie, dolcissime e tigrate. In corso Italia, in piazza Matteotti, in vari angoli del centro storico, dove i banchetti servivano spesso come “copertura” per la vendita di sigarette di contrabbando. A volte le bananaie erano vedove di portuali. Le banane che cadevano dall’imbragatura a rete mentre la gru le spostava, erano lasciate a terra, era benevolmente consentita la raccolta a queste donne che poi ne facevano commercio per sostentare la famiglia. È da notare che ci vollero decenni perché la vendita di frutta esotica prendesse piede nella città ligure. La famiglia savonese Orsero divenne leader mondiale nell’import-export di frutta. Fra i primi ad avere importato frutta esotica in Italia. Inizialmente, negli anni ’50 del secolo scorso la ditta di chiamava “Fratelli Orsero”, che poi divenne la “Fruttifal”. Poi fu creata una holding che raggruppò tutte le società di produzione , distribuzione, logistica, armatoriali fondate da Raffaello Orsero. Fino ad assumere le proporzioni di un colosso mondiale, con in certi periodi oltre millenovecento dipendenti, un fatturato di oltre milleseicento milioni di euro dei quali l’80% derivanti dalla commercializzazione della frutta e il 20% dalle attività logistiche correlate. Navi portafrutta, soprattutto bananiere che attraccavano a Vado Ligure. Un vanto ligure che ha prodotto lavoro nel territorio ed ha diversificato in modo decisivo le diete delle tavole italiane. Ecco la storia della venditrice di banane.
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