LA CUISINE DE GÊNES. La cucina genovese. C’è stata sicuramente una notte tempestosa per Paul Valéry una notte indimenticabile fatta di tormenti e paure, ma sicuramente anche un soggiorno lieto e intenso come soltanto le persone più sensibili riescono a percepire.
Un soggiorno in una città che amava al punto da sentire sua.
La Genova dagli odori intensi dove tutto si mesce il bene con il male, il gioco con il meretricio che poi è soprattutto un atto d’amore per quegli infanti che giocano a poca distanza.
Odori concentrati, di caffè tostati, di droghe di formaggi, di torte giganti di ceci o spinaci, di uova sode e fritture.
E poi la casa sulle alture ma con i piedi nei bassi. Una magione accogliente, ricca di arredi selezionati, ricercati senza esagerazioni secondo lo stile della ricca borghesia del tempo. La cucina con il suo magico ronfò i suoi marmi, le sue ceramiche i suoi piatti con il ragno e ancora i suoi cibi i suoi sapori.
Questo è quello che si può percepire visitando Palazzo Montanaro in una Genova rimasta ancora come allora perfino nello stile e nell’accoglienza della sua gentile proprietaria Maria Enrica Crosio.
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LA CUISINE DE GÊNES. La cucina genovese. C’è stata sicuramente una notte tempestosa per Paul Valéry una notte indimenticabile fatta di tormenti e paure, ma sicuramente anche un soggiorno lieto e intenso come soltanto le persone più sensibili riescono a percepire.
E poi la casa sulle alture ma con i piedi nei bassi. Una magione accogliente, ricca di arredi selezionati, ricercati senza esagerazioni secondo lo stile della ricca borghesia del tempo. La cucina con il suo magico ronfò i suoi marmi, le sue ceramiche i suoi piatti con il ragno e ancora i suoi cibi i suoi sapori.






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