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Tortaieu: dal sottile fascino che colpì anche André

 Imbuto: attrezzo a forma di cono rovesciato terminante con un cannello, adoperato per il travasamento dei liquidi in recipienti a bocca stretta. E’ il tortaieu

tortaieu

Potevo lasciar passare inosservato un arnese considerato tanto funzionale quanto quasi (ingiustamente) banale come l’imbuto?

Certo che no! Tanto più che solo a ripensarci ci accorgiamo di quanto sia stato oggetto di attenzioni letterarie e doppi significati.

Vi parlo del “Tortaieu” dal francese tuyan (tubo) così come viene chiamato in genovese.

Usato in cucina e non solo, ha mantenuto nel corso del tempo la sua inconfondibile forma, adattandosi soltanto ai materiali più innovativi, dal rame alla lamiera stagnata fino alla plastica.

Ma cosa c’entra l’imbuto con la cultura?

Ebbene pensate soltanto al personaggio del “Boscaiolo di latta” nella fiaba del Mago di Oz oppure a rappresentazioni allegoriche in quadri con personaggi goffi che indossano a mò di elmo un imbuto.

Quante volte l’abbiamo visto utilizzarsi come megafono o come amplificatore per vecchietti sordi?

E che dire di Vulvia affascinante (si fa per dire) presentatrice di Rieducational Channel con il suo tormentone “Mbuto”?

Degna di nota la fortunata interpretazione di Alessi del suo imbuto: un tortaieu a forma di Pinocchio.

E come se non bastasse la citazione nel testo della canzone di Fabrizio De Andrè – Sinan Capidan Pascià – dove ad un punto del testo s dice : .. Vuga t’è da vuga turtaiéu … – ma in questo caso il turtaiéu assume un altro significato, cioè quello di trangugiatore ovvero di sbafatore!

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