La storia di Carloforte, il cascà di Carloforte, e della cultura tabarchina è ben nota all’ombra della Lanterna ed è fortemente radicata a Ponente, a Pegli, dove esiste uno storico e solido gemellaggio culturale e gastronomico.
Uno dei piatti più caratteristici di questo angolo di Liguria in terra sarda è il Cascà, ennesima dimostrazione di come la cultura del cous cous sia da sempre presente nell’area mediterranea.

La base di questo piatto è la semola di grano, cotta a vapore e successivamente condita con molte verdure, che si preparano a parte.
Inizialmente occorre inumidire la semola con acqua e olio in modo tale che i vari granelli assorbano il liquido restando pero separati tra loro. s
Poi si inizia la cottura vera e propria.
Nella tradizione si sovrappone la cuscussiera (un colapasta di terracotta)ad una pentola contenente circa 4 litri di acqua.
All’interno viene posta la la semola con alcuni cubetti di cotica di maiale cotti a vapore per circa 3 ore. Tempi lunghi per il Cascà di Carloforte!
Nel frattempo si preparano le verdure. Rosolare il cavolo tagliato a listarelle con cipolla e carota. Trifolare i piselli, unitamente alle favette e ai carciofi in un tegame e alla fin
e della cottura profumarli con maggiorana. Lessare i ceci con alcuni spicchi di aglio. Friggere le melanzane tagliate a dadini. Quando la semola è cotta, condirla con le verdure preparate, e profumarla con della saporita. Fate riposare il cascà per alcune ore e servitelo tiepido.
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