La storia del rubinetto (Il bronzin) è vecchia quanto quella dell’acqua stessa o almeno dal momento in cui l’uomo ha sentito il bisogno di regolarne il flusso.
Comunque, tanto per cambiare, la sua invenzione viene attribuita agli antichi romani, che in fatto di idraulica erano dei maestri.
Semmai è strano constatare come proprio nella “Città Eterna”, fatta questa premessa, le sue fontanelle pubbliche note come i “Nasoni” siano sempre state sprovviste di valvole di chiusura.
Per i materiali sono sempre stati utilizzati metalli nobili quali il bronzo, il rame, l’ottone e con il tempo l’acciaio.
A Genova viene da sempre chiamato “Bronzin” o “Bronzino” in ragione del metallo più classico con cui venivano appunto realizzati, il bronzo.
Ai francesi è dovuta la genesi del nome, “Robinet” pare che derivi dalla moda di realizzare artisticamente i rubinetti con le teste del montone, che abitualmente venivano chiamati “Robin”.
Nel tempo i rubinetti hanno subito trasformazioni notevoli, oggi sono perlopiù conosciuti come miscelatori e a secondo del loro uso e della loro destinazione, bagno o cucina hanno diverse e originalissime forme e finiture.
Nelle foto una selezione di alcuni miscelatori di ultima generazione della Gessi Spa di Serravalle Sesia (Vc).
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La storia del rubinetto (Il bronzin) è vecchia quanto quella dell’acqua stessa o almeno dal momento in cui l’uomo ha sentito il bisogno di regolarne il flusso.


Nelle foto una selezione di alcuni miscelatori di ultima generazione della Gessi Spa di Serravalle Sesia (Vc).






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