Mauro Salucci è nato a Genova. Laureato in Filosofia, sposato e padre di due figli. Apprezzato cultore di storia, collabora con diverse riviste e periodici . Inoltre è anche apprezzato conferenziere. Ha partecipato a diverse trasmissioni televisive di carattere storico. Annovera la pubblicazione di “Taccuino su Genova” (2016) e“Madre di Dio”(2017) . Ultimo è arrivato “Forti pulsioni” (2018) dedicato a Niccolò Paganini. SALUCCI SUL WEB
La storia ligure è interessante perché ricca di concause. Le frammistioni fra alimentazione e territorio, in particolare, hanno creato delle unicità alimentari delle quali ancora oggi è difficile spiegare la nascita. Sono unicità alimentari delle quali negli ultimi decenni è stato a ragione riconosciuto il profondo
valore culturale e dietetico. Se vogliamo utilizzare un termine attuale, la cucina ligure è “no global” al 100 %. Un paradosso che nel 2001 (G8) proprio un territorio refrattario alle novità consumistiche ed alla globalizzazione come la Liguria sia stato teatro di uno dei momenti più bui della nostra democrazia. Ma questa è una digressione personale che va considerata per quel che vale. La focaccia con il formaggio di Recco ha origine, per quello che ci è dato sapere, sempre in base a fonti cartacee ed attendibili, intorno al 1750. Parliamo di fonti ecclesiastiche, ovviamente, perché nel periodo delle festività dei defunti si scrive dell’usanza in Recco entroterra e litorale di consumare focaccette fritte. I pastori alle spalle del paese portavano dai loro alpeggi, sul mare formaggette fresche preparate con latte delle vacche che avevano appena consumato il fieno dell’autunno. Pare che questo particolare renda e rendesse il sapore del latte delizioso.
Il formaggio fresco veniva circondato dall’impasto di farina ed olio, poi la focaccia veniva fritta a guisa di bombolone e consumata ancora calda.Nei territori vicini vi furono varianti che aggiungevano altri ingredienti, quali verdure alla focaccetta fritta.
Recco visse uno spartiacque drammatico nel corso della seconda guerra mondiale. Churchill in persona ordinò di raderla al suolo. Per decenni l’identità’ del borgo marino restò smarrita e si modificò anche la ricetta della focaccia con il formaggio di Recco. Le formaggette degli alpeggi locali erano contate e si iniziò ad utilizzare la crescenza.
Una volta Churchill ebbe l’impudenza (chissà perché) di fare visita alla cittadina di Recco. Venutone a conoscenza, il parroco, fece lungamente suonare le campane a morto e le donne presero a pietrate lo statista costringendolo alla ritirata lungo la via Aurelia.
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valore culturale e dietetico. Se vogliamo utilizzare un termine attuale, la cucina ligure è “no global” al 100 %. Un paradosso che nel 2001 (G8) proprio un territorio refrattario alle novità consumistiche ed alla globalizzazione come la Liguria sia stato teatro di uno dei momenti più bui della nostra democrazia. Ma questa è una digressione personale che va considerata per quel che vale. La focaccia con il formaggio di Recco ha origine, per quello che ci è dato sapere, sempre in base a fonti cartacee ed attendibili, intorno al 1750. Parliamo di fonti ecclesiastiche, ovviamente, perché nel periodo delle festività dei defunti si scrive dell’usanza in Recco entroterra e litorale di consumare focaccette fritte. I pastori alle spalle del paese portavano dai loro alpeggi, sul mare formaggette fresche preparate con latte delle vacche che avevano appena consumato il fieno dell’autunno. Pare che questo particolare renda e rendesse il sapore del latte delizioso.








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