Andrea De Galleani, chef proprietario di Dega, punto di riferimento da 8 anni per una cucina molto particolare a Genova passa la mano, lascia e se ne va. L’annuncio è arrivato con un lungo ed articolato post apparso in queste ore sulla pagina social del ristorante. Nel circostanziato messaggio c’è tutta la filosofia di DeGa. Tanto che se fossimo stati prossimi alla scadenza del primo d’aprile, sarebbe stato facile pensare all’ennesimo capriola del grande Andrea. E invece non è così. Nel post, tutto da leggere, ci sono i ricordi di otto anni di divertita e divertente ristorazione. Aneddoti, ricordi, battute e amicizie saldate con sorrisi e pensieri per tutti. E anche spazio poi a qualche mistero introno al menu. Ricorda, infatti DeGa, che, da sempre, nella carta del ristorante mancava sempre un piatto. Non per dimenticanza ripetuta ma per vezzo di sempre. Chi ha frequentato DeGa in questi otto anni, magari entrato da cronista e uscito da amico, ha ben presente quelle sedute notturne, i dopocena tirati alla lunga a chiacchierare di cucina e di ampi orizzonti di vita. Tutto questo, da oggi, appartiene ad uno splendido passato. La decisione di Andrea ha molto il sapore delle scelte di vita come lui stesso ha fatto intendere. Ora si tratta di capire, come lui stesso scrive dove andrà a “bruciare padelle”.
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Andrea De Galleani, chef proprietario di Dega, punto di riferimento da 8 anni per una cucina molto particolare a Genova passa la mano, lascia e se ne va. L’annuncio è arrivato con un lungo ed articolato post apparso in queste ore sulla pagina social del ristorante. Nel circostanziato messaggio c’è tutta la filosofia di DeGa. Tanto che se fossimo stati prossimi alla scadenza del primo d’aprile, sarebbe stato facile pensare all’ennesimo capriola del grande Andrea. E invece non è così. Nel post, tutto da leggere, ci sono i ricordi di otto anni di divertita e divertente ristorazione. Aneddoti, ricordi, battute e amicizie saldate con sorrisi e pensieri per tutti. E anche spazio poi a qualche mistero introno al menu. Ricorda, infatti DeGa, che, da sempre, nella carta del ristorante mancava sempre un piatto. Non per dimenticanza ripetuta ma per vezzo di sempre. Chi ha frequentato DeGa in questi otto anni, magari entrato da cronista e uscito da amico, ha ben presente quelle sedute notturne, i dopocena tirati alla lunga a chiacchierare di cucina e di ampi orizzonti di vita. Tutto questo, da oggi, appartiene ad uno splendido passato. La decisione di Andrea ha molto il sapore delle scelte di vita come lui stesso ha fatto intendere. Ora si tratta di capire, come lui stesso scrive dove andrà a “bruciare padelle”.






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