Mauro Salucci è nato a Genova. Laureato in Filosofia, è sposato e padre di due figli. E’ cultore di storia, e collabora con diverse riviste e periodici . E’ inoltre apprezzato conferenziere. Ha partecipato a diverse trasmissioni televisive di carattere storico. Ha pubblicato “Taccuino su Genova” (2016) e “Madre di Dio”(2017).SALUCCI SUL WEB
Fine marzo è il momento ideale per prelevare dal suolo sabbioso della piana d’Albenga l’asparago violetto.
Praticamente Il microclima ingauno ha creato questa specialità che troneggia spesso sulle tavole della regina Elisabetta d’Inghilterra. E’ un asparago non fibroso, morbidissimo. Naturalmente, riprova della sua particolarità, va pelato dal basso verso l’alto, al contrario dei normali asparagi. Anche la cottura deve essere particolarmente breve. Dunque,nell’asparagiera si lasceranno le punte fuori dall’acqua perché cuociano con il vapore. Quando raccolto, bisogna avere l’avvertenza di non consumarlo subito, ma di lasciarlo, di conseguenza, in frigo per un giorno coperto da un panno umido. L’asparago era già ben noto ai Romani Plinio e Marziale ed Apicio ci tramanda ricette di pollo con asparagi. Noi preferiamo vedere le punte del violetto abbinate a scampetti, gamberetti ed una delicata maionese. Il tutto, ovviamente, innaffiato da un fresco vermentino di Finale.
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Fine marzo è il momento ideale per prelevare dal suolo sabbioso della piana d’Albenga l’asparago violetto.







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