Provate un po’ a negare adesso che il pesto genovese non abbia confini e che il mito dell’oro verde non abbia, ormai da tempo, abbandonato l’ombra della Lanterna per diventare genuinamente internazionale. “Pestellatori di tutto il mondo riunitevi”, parafrasando un celebre incipit si può davvero celebrare in questo modo l’arrivo del mortaio e del pesto addirittura in Niger. Nessuno c’era mai riuscito prima d’ora ma era tempo che fosse così. Merito di quell’invenzione geniale che è il Campionato del mondo di pesto al mortaio l’aver raggiunto l’ennesimo lido inesplorato e lontano dalle serre di Prà.
Ed è andato tutto ben oltre quelle che potevano essere le più rosee speranze per questa spettacolare gara eliminatoria del Campionato che si è svolta tanto lontano dalla Lanterna. A partire dall’accoglienza, trionfale, cui sono stati oggetto Emiliano Pescarolo, già campione del mondo di pesto al mortaio, e Paolo Ferralasco , ristoratore genovese. Questa volta sono andati loro due in vece di Roberto Panizza, mentore dell’ormai storico contest e questa volta assente ma ben rappresentato. “Aver insegnato a fare il pesto al mortaio ai ragazzi della scuola alberghiera di Niamey, è stato tanto emozionante quanto appagante, bravi bravi tutti!!!”Questo uno dei post pubblicati proprio dall’ex campione iridato Emiliano Pescarolo a poche ore dalla conclusione di un contest che nessuno si sarebbe mai aspettato. Ma quando c’è di mezzo il pesto, c’è davvero posto per tutto e tutti.
Condividi:
- Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
- Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa
- Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
- Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
- Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn
- Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
- Condividi su Pinterest (Si apre in una nuova finestra) Pinterest

Provate un po’ a negare adesso che il pesto genovese non abbia confini e che il mito dell’oro verde non abbia, ormai da tempo, abbandonato l’ombra della Lanterna per diventare genuinamente internazionale. “Pestellatori di tutto il mondo riunitevi”, parafrasando un celebre incipit si può davvero celebrare in questo modo l’arrivo del mortaio e del pesto addirittura in Niger. Nessuno c’era mai riuscito prima d’ora ma era tempo che fosse così. Merito di quell’invenzione geniale che è il Campionato del mondo di pesto al mortaio l’aver raggiunto l’ennesimo lido inesplorato e lontano dalle serre di Prà.
Ed è andato tutto ben oltre quelle che potevano essere le più rosee speranze per questa spettacolare gara eliminatoria del Campionato che si è svolta tanto lontano dalla Lanterna. A partire dall’accoglienza, trionfale, cui sono stati oggetto Emiliano Pescarolo, già campione del mondo di pesto al mortaio, e Paolo Ferralasco , ristoratore genovese. Questa volta sono andati loro due in vece di Roberto Panizza, mentore dell’ormai storico contest e questa volta assente ma ben rappresentato. “Aver insegnato a fare il pesto al mortaio ai ragazzi della scuola alberghiera di Niamey, è stato tanto emozionante quanto appagante, bravi bravi tutti!!!”Questo uno dei post pubblicati proprio dall’ex campione iridato Emiliano Pescarolo a poche ore dalla conclusione di un contest che nessuno si sarebbe mai aspettato. Ma quando c’è di mezzo il pesto, c’è davvero posto per tutto e tutti.






Devi effettuare l'accesso per postare un commento.