A Genova per l’Epifania era d’uso consumare la “lasagna gianca” e il giorno della Befana era chiamato “Pasqueta”. Ancora oggi i nostri vecchi dicono “A Pasqueta a lasagna l’è consueta” L’impasto delle lasagne bianche è un impasto senza uova, in perfetto stile genovese. Quasi si vergognavano, i nostri avi, dei bagordi e della ricchezza delle tavole delle recenti feste, così via le uova, che esaltano ancora maggiormente i sapori del tocco genovese e del pesto. Una specie di penitenza camuffata. Il pranzo o la cena si chiudeva in famiglia con l’adorazione dei Re Magi e una torta molto umile all’interno della quale si inseriva, per la gioia dei bambini, una palanca nelle famiglie più abbienti o un prezioso o un fico secco. Chi aveva la fortuna di prendere la fetta fortunata era un miracolato per tutto l’anno. La sorte gli avrebbe sicuramente sorriso.
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