Pesto al mortaio,Congelare il pesto, Pesto genovese noci oppure pinoli? Ecco il dilemma e ci si scherza sopra.

Noci, conservanti, olio di ogni tipo,qualche volta viene anche il dubbio che usino quello di macchina…Non c’è da essere puristi, da difendere il pesto genovese dall’ uso  improprio di noci al posto dei pinoli oppure dalle scelleratezze di chi esclude un componente base come l’aglio: fossero solo questi i problemi per il povero pesto.




Ultimo, in ordine di tempo, la salsa verde genovese ha dovuto subire anche l’assalto vegano di chi la commercializza con il tofu al posto dei formaggi . Il formaggio di soia accompagnato da acido ascorbico, zucchero di canna e anacardi nelle versioni industriali, dove il basilico ha visto Prà solo su Google Maps ma che sull’etichetta si fregia del titolo di pesto genovese.
Questo è dunque il vero problema: è giusto che se non si rispettano i sette ingredienti fondamentali si possa ancora chiamare pesto genovese? Qui si apre un mondo e anche qualcosa di più, visto che l’Europa, allo stato attuale delle cose, non ha tutelato i prodotti legati alle terre e alle tradizioni di casa nostra.

 

campionato mondiale del pesto

Ma una soluzione, magari trovata in casa, ci sarebbe per mettere i bastoni nelle ruote a quanti hanno fatto scempio del pesto genovese. Si tratta dei DE.CO, acronimo che sta ad indicare le “denominazioni comunali d’origine” . Non hanno lo stesso valore dei DOP, ma potrebbero restituire un po’ di dignità al pesto genovese.
Le denominazioni comunali  (De.Co) sono marchi di garanzia nati in seguito alla legge n° 142 dell’8 giugno 1990 . Le De.Co consentono ai comuni la facoltà di disciplinare, nell’ambito dei principi sul decentramento amministrativo , in materia di valorizzazione delle attività agroalimentari tradizionali.

 

pasta al pesto

E dire che in Liguria ci sono ben 33 prodotti a denominazione comunale e a Genova, tra gli altri, sono tutelati da De.Co il salame di Sant’Olcese, la mostardella, i pansotti di Rapallo piuttosto che i canestrelli di Montoggio

 

E ci sono anche esempi celebri come quello del comune di Amatrice, in provincia di Rieti, che ha usato le De.Co per tutelare la famosa salsa all’Amatriciana. Nel disciplinare è indicato a chiare lettere che non devono essere utilizzati aglio o cipolla .
Sempre il comune di Amatrice , pienamente supportato dalla Regione Lazio, nel 2015 ha iniziato il percorso per ottenere il prestigioso riconoscimento europeo STG della salsa e per garantirne ulteriormente l’originalità della ricetta.

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