Allevamenti in acqua dolce e la pesca sportiva hanno pagato il prezzo più alto al Covid con perdite delle vendite fino al 40%. Pandemia e pesci: arrivano le prime valutazioni.  Le specie ittiche allevate in mare hanno tenuto grazie anche ad una produzione molto esigua pari ad appena il 20% del totale. Raddoppiano invece i consumi interni di caviale di cui l’Italia è il primo produttore europeo e secondo al mondo dopo la Cina. Dopo un anno di Covid arriva il bilancio dei danni del comparto stilato dall’Api, l’Associazione che riunisce gli acquacoltori di Confagricoltura. Secondo gli ultimi dati su produzione e consumo, l’Api segnala che la chiusura del canale Ho.Re.Ca si è tradotta in una perdita delle vendite del 30%.

Pandemia e pesciQuanto al caviale, il boom delle vendite si è registrato soprattutto nel periodo di Natale, una vera eccellenza italiana, prodotta in Lombardia, Piemonte e Veneto. La produzione di orate e spigole, altro fiore all’occhiello dell’acquacoltura nazionale, tra pandemia e pesci ha dimostrato un leggero incremento, indice, tra l’altro, di una maggiore attenzione all’origine italiana dei prodotti ittici.

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